Metodologia Six Sigma

Riduci la percentuale di difetti a livello di prefisso telefonico (0,039 per l'Italia)

I difetti generano scarti e rilavorazioni, aggiungono costi ma nessun valore. Anzi, scontentano i clienti: accettereste una difettosità dell’1% nei decolli e negli atterraggi dei voli aerei? Oppure nelle operazioni chirurgiche? O nell’acqua potabile? Perché, allora, accettarla nel tuo business?

La Six Sigma ha l’obiettivo di ridurre la difettosità a soli 3,4 difetti per milione, cioè praticamente a zero. Per realizzare tale obiettivo si focalizza sulla causa radice di tutti i difetti: la variabilità del processo, che viene misurata, analizzata e ridotta grazie all'adozione di strumenti logici e statistici e all’utilizzo del metodo DMAIC.

Vantaggi

Migliora la qualità del prodotto

Anche il miglior sistema di controllo non elimina il rischio che un difetto possa arrivare al cliente

Si riducono i costi

Qualsiasi difetto ha un costo e la sua eliminazione porta ad eliminare quel costo. Il costo della non-qualità è sempre molto superiore al costo da sostenere per prevenire i difetti

Si semplifica la gestione

La difettosità comporta spesso complicanze nella gestione dei materiali, a partire dalla programmazione della produzione, in quanto aumenta l’incertezza sui tempi e sugli effettivi volumi di output

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Maurizio Pedrelli, partner di Pragmata

Maurizio Pedrelli

Partner

Sono un partner fondatore di Pragmata

dal 1987 realizzo progetti di miglioramento dei processi di business, applicando la Lean, la Six Sigma, la TOC e le altre metodologie più diffuse.

Master Black Belt Lean Six Sigma dal 2004, ho insegnato per diversi anni al MIP-Politecnico di Milano e alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma; queste esperienze mi aiutano ad essere efficace nell’attività didattica con la quale trasferisco le conoscenze all’interno delle aziende clienti, ad esempio come istruttore e coach nei corsi per Green belt e Black belt.

La mia specializzazione è sul metodo, non su un settore

quindi lavoro per aziende appartenenti ai più diversi settori manifatturieri (Aerospace, Automotive, Alimentari, Chimica, Elettronica, Farmaceutica, Meccanica, Mobile e arredamento, Tessile, Siderurgia), dei Servizi e della Pubblica amministrazione.

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Applicare la statistica ai dati di processo significa aumentare significativamente il valore dell'esperienza sul campo
-99%
Riduzione degli scarti della linea
20%
Beneficio economico reale rispetto a quello atteso

Come si applica la metodologia Six Sigma

Sviluppata in Motorola nei primi anni ‘80, la Six Sigma è poi stata adottata con successo in moltissime grandi aziende in tutto il Mondo. La metodologia prende il nome dalla sigma, lettera greca che viene uti­lizzata in statistica come simbolo della deviazione standard, parame­tro con cui si determina la variabi­lità di un insieme di dati.

Perché focalizzarsi sulla variabi­lità?

Perché la variabilità in uscita da un processo genera i difetti e quindi la scarsa qualità. Una volta che i clienti hanno stabilito cosa si deve intendere per qualità di un certo pro­dotto/servizio, se il no­stro pro­cesso fosse in grado di generare sempre lo stesso identico risultato per tutte le unità prodotte po­tremmo trovarci solamente in una delle due condizioni estreme: o tutte le unità rientrano nei limiti stabiliti dal cliente, e quindi sono buone, o nessuna rientra nei limiti e quindi sono tutte di­fettose.

Oggi si stima che la maggior parte delle aziende lavori a un livello di sigma pari a 3,5, che corrisponde a una difettosità pari a qualche punto percentuale.

Raggiungere un livello di qualità sigma pari a 6 significa disporre di un processo che genera solamente 3,4 difetti per milione di opportunità. Da qui il nome Six Sigma dato alla metodologia.

Rispetto ai metodi tradizionali, le innovazioni principali riguardano:

  • il concetto della Y = f (X1, X2, …), che impone di chiarire le relazioni (anche matematiche) fra i risultati da migliorare (le Y, quali: vendite, margini, costi, difetti, …) e le varie cause che li generano (le X, quali: procedure operative, materiali, macchine, sistemi di misura, ...)
  • l’utilizzo di un ampio set di strumenti statistici, il cui scopo principale è quello di consentire lo studio della variabilità dei processi e delle sue cause effettuato su basi scientifiche. Il ricorso all'utilizzo dei dati e dei metodi quantitativi è fondamentale per poter arrivare alla comprensione dei problemi in modo oggettivo e quindi più facilmente condiviso da tutti i componenti dell’organizzazione
  • il percorso DMAIC, che assicura un’efficace conduzione del progetto di miglioramento, mediante una precisa sequenza di fasi ben definite ed il sistema delle verifiche di fine fase, che consentono il passaggio alla fase successiva solo dopo un avvallo formale da parte della direzione
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Schema della metodologia DMAIC

Successivamente, in General Electric la Six Sigma evolve fino a diventare un vero e proprio sistema di management volto a realizzare la strategia di business.

La direzione viene attivamente coinvolta nel processo ed i progetti sono selezionati per supportare specifici obiettivi di business.

Si introduce nell'azienda un nuovo concetto di staff, dedicato a presidiare il processo di miglioramento continuo, per creare maggiore responsabilità; si tratta di ruoli nuovi, ma svolti da persone già presenti in azienda: champion, sponsor, black belt, green belt e yellow belt.