Nel panorama attuale delle aziende manifatturiere, la gestione a scorta si presenta come una novità fra le politiche di gestione dei materiali, una strategia di sopravvivenza dopo gli insuccessi vissuti con l’introduzione dei sistemi di pianificazione MRP. In realtà, si conferma essere un passaggio critico sulla strada dell'ottimizzazione dei processi. Una recente indagine che ho condotto su LinkedIn ha evidenziato una preferenza marcata per la gestione a scorta, con l'88% delle risposte a favore e il 50% che identifica la tecnica Kanban come tecnica di elezione (v. risultati nel grafico).

Questa inclinazione non è casuale, ma è il riflesso di un contesto organizzativo che necessita di un cambiamento strutturale. La gestione a scorta, infatti, si rivela una leva potente quando si affrontano sfide significative nella pianificazione e nel controllo delle risorse produttive e la tecnica Kanban ha reso la sua implementazione più sostenibile perché più efficiente. Problemi quali bassi livelli di servizio al cliente, ritardi negli ordini di produzione e inefficienze operative, sono sintomi di un sistema che necessita di una trasformazione.
La transizione Strategica
La gestione a scorta, tuttavia, non è una soluzione definitiva. Essa rappresenta un mezzo per liberare risorse e concentrarsi sulla rimozione dei vincoli che impediscono l'adozione di una gestione a fabbisogno. Quest'ultima, infatti, mira a ridurre al minimo le scorte, è in linea con i principi del Just in Time e riduce significativamente il Lead Time, allineando gli ordini di produzione con quelli dei clienti.
Verso una gestione a fabbisogno
L'obiettivo finale è una gestione a fabbisogno puro, che governa il flusso dei materiali a scorte nulle e riduce i costi legati al capitale immobilizzato, aumenta la produttività del lavoro diretto e indiretto al pari della produttività del capitale circolante e fisso. Per raggiungere questo traguardo, è necessario un percorso pianificato di Reengineering e Miglioramento Continuo, guidato da una visione strategica chiara e condivisa.
Conclusione
La gestione a scorta è quindi un passo intermedio, essenziale per stabilizzare l'operatività e preparare il terreno per un avanzamento verso pratiche più snelle ed efficienti. È un viaggio che richiede visione, strategia e un impegno costante verso l'eccellenza.
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